Valentine, più che una drag queen.
Zodiac
La perla dell’argentino Barrientos, miglior goal della tredicesima giornata.

Martina Portolano: realtà o leggenda?
Corre voce che i video e le foto pubblicate nel web siano frutto dei dispetti di un “lui”.
Su Facebook è stata aperta la pagina ufficiale dove si giura che sia proprio lei a gestirla.
Alla fine, di una ragazzina solo apparenza, cose potrebbe fregarcene? E invece è scoppiato uno dei casi mediatici più rimbombanti dell’anno.
You Tube non è soltanto una piattaforma per condivisione video ma un’efficacissima fonte per spammers.
Questo video ne è un esempio lampante. E come questo tanti altri della durata di pochi secondi che invitano a visitare siti porno.
Per questo non metto alcun link e lascio questo video che,per certi versi, fa anche sorridere oltre che eccitare. In portoghese con sottotitoli in inglese, giusto per capirne la trama!
Amano definirsi proprio così, Ordine di Suore Maschi Gay. A San Francisco le Sisters of Perpetual Indulgence costituiscono una delle attrazioni più pittoresche della città. Nate nel lontano 1979 indossando gli abiti teatrali del musical “Sound of Music”, oggi sono il gruppo di Drag Queen più famoso d’America grazie agli spettacoli sempre affollatissimi e ai travestimenti azzeccati. Amano presentarsi come un bizzarro ordine pseudo-religioso, i loro nomi sono parodie divertenti, come Sister Missionary Position o Sister Diana Van Iniquity. La loro notorietà massima è arrivata nel 1982, quando accolsero il Papa in visita in città con uno spettacolo variopinto e trasgressivo che spinse il prelato a gridare all’eresia.
Ma le suore del travestimento sono soprattutto impegno sociale a favore della comunità gay locale. A partire dagli anni dell’epidemia dell’Aids, le Sisters dell’Indulgenza si danno daffare per raccogliere fondi a favore della lotta alle malattie sessualmente trasmissibili. Nel corso del solo 2007 l’ammontare delle donazioni che hanno accumulato le drag dal cuore buono ha già raggiunto i 4500 dollari.
Sorpresa di ferragosto
Non lo sentivo da dieci giorni e stamattina,quando il mio telefono squillava, mi sembrava strano.
Di solito non mi chiama mai nessuno e a stento riconosco la melodia del mio cellulare se non per gli sms.
Era mio padre. Col suo tono pacato e sorridente, ma stanco, mi diceva che sarebbe passato a trovarmi nel pomeriggio.
Aveva qualcosa da consegnarmi, un piccolo regalo. Anni fa non mi eccitavo al pensiero di ricevere un regalo ma ultimamente, forse per un continuo bisogno d’affetto o per il piacere di qualcosa che spezzi la monotonia del mio triste momento, la cosa mi affascina.
Anche se a dire il vero mi suonava strano che mio padre venisse fino casa mia date le sue precarie condizioni di salute.
E per questo ho pianto quando, scartando il nuovo telefonino dalla sua confezione, sentivo le sue parole:
“Vorrei almeno lasciarti un piccolo ricordo di me.Sono stato dieci giorni in ospedale e le notizie non sono buone. Ma vorrei per te il meglio,continua a lottare come tu sai”.
E io lotterò ancora finchè avrò fiato da spendere. Per il futuro non posso garantire nulla.
Ma le mie ansie adesso si moltiplicheranno ulteriormente.
In fondo è un legame di sangue.
Quanto sarebbe bella una vita in gothic style. Spensieratamente, senza colori intermedi per estrapolare tutte le sfumature nascoste del nero.
Chi ha detto che il nero non è un colore?
Ha molti aspetti positivi nel suo aspetto cupo. D’altronde ho sempre odiato il grigio. O bianco o nero.
I colori si inventano con le passioni, gli stati d’animo, i pensieri (possibilmente positivi).
